I - Notizie biografiche
Aristotele è uno
dei maggiori pensatori di tutti i tempi, sia per la fecondità delle sue idee
che, soprattutto, come modello di una filosofia realistico-concreta contrapposta
tradizionalmente alla concezione idealistica e contemplativa platonica. Per
Aristotele infatti la realtà sensibile è affascinante come la realtà ideale
evocata da Platone, pur senza giungere alla negazione del sacro, della
dimensione spirituale, bensì proponendo un diverso concetto della spiritualità,
sganciato dal misticismo. L’indirizzo aristotelico può essere definito una forma
di idealismo concreto, che coniuga la terra e il cielo, il divenire e
l’essere, il mondo e il sovramondo. Ma prima di iniziare il nostro viaggio in
questa intrigante prospettiva di pensiero, sarà utile scoprire gli episodi
salienti della biografia aristotelica, preliminare necessario alla comprensione
di una straordinaria avventura filosofica.
Aristotele nacque a Stagira nel 384 a. C., nell’odierna Stavro (Macedonia), da Nicomaco, medico alla corte di Aminta, re di Macedonia. Giovanissimo, appena diciottenne, conobbe il filosofo che più di tutti gli altri avrebbe influito sulla sua formazione: Platone. Aristotele, che era molto apprezzato anche dallo stesso Platone, frequentò l’Accademia fino alla morte del suo maestro (347 a. C.). Aristotele aveva 37 anni quando Speusippo, nipote di Platone, successe alla guida dell’Accademia. Allora Aristotele, che non condivideva l’indirizzo filosofico di Speusippo, partì da Atene per trasferirsi ad Asso, nella Troade, presso la corte del tiranno Ermia, dove visse ed operò come precettore di Neleo, figlio di Corisco. In seguito si recò nell’isola di Lesbo, a Mitilene, località nella quale creò presumibilmente una scuola. In questi anni abbandonò la teoria platonizzante delle idee-numeri, come afferma nel trattato Sulla filosofia.
Nel 342 Aristotele fu assunto da Filippo di Macedonia per l’educazione del figlio Alessandro. Quando Alessandro subentrò a Filippo sul trono macedone (335-334) Aristotele tornò ad Atene, dove fondò un istituto di studi filosofici, il Liceo. La scuola prendeva il suo nome dalla vicinanza con il tempio di Apollo Lìkios, con annesso giardino e colonnato , dove passeggiando insieme agli allievi, Aristotele impartiva lezioni su ogni ramo del sapere, dalla filosofia alla retorica, dalla dialettica alla psicologia. E proprio per l’abitudine di passeggiare tra le colonne il Liceo fu soprannominato Peripato, dal greco peripatèin, passeggiare. Da allora l’aggettivo peripatetico è diventato sinonimo di aristotelico.
Nel 323, con la morte di Alessandro Magno, gli avversari del defunto imperatore accusarono Aristotele di empietà. Rifugiatosi a Calcide, in Eubea, morì poco dopo, nel 322 circa.
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