Domenico Turco
Aristotele

V - L’Organon

Le opere logiche sono generalmente indicate con il termine aristotelico di Organon, in greco “strumento”. Per Aristotele, infatti, la logica non è scienza, ma uno strumento per raggiungerla. L’Organon è composto dai seguenti trattati di logica: Categorie, Interpretazione, Analitici primi, Analitici secondi, Topici, e Confutazioni sofistiche.
Aristotele può essere considerato il fondatore della logica, intesa come logica formale e non contenutistica, com’era la dialettica di Platone, anche se i primi a coniare l’espressione “logica”, saranno, in Età ellenistica, gli Stoici.
Gli scritti logici sono stati definiti Organon, strumento, giacché la logica, definita formale, non studia oggetti ma i procedimenti mediante i quali le scienze studiano i propri oggetti.

Nell’ambito della logica Aristotele trovò le regole di validità o inferenza, che, se applicate, non avrebbero mai portato da premesse vere a conclusioni false (regole di validità). Elemento fondamentale dell'inferenza è il sillogismo: una proposizione che, poste determinate premesse, conduce necessariamente a una certa conclusione. La scienza scaturisce da più elaborati schemi di riflessione. L’Organon riconosce due nuove discipline: apodittica e dialettica.

La dialettica affronta i temi di discussione esclusivamente sulla base del principio di non-contraddizione, e quindi mettendo a frutto il criterio della coerenza, mentre l’apodittica è una scienza che procede per deduzione da principi radicati nell’esperienza e nell’osservazione della realtà.

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