Marsilio Ficino (1433-1499) è l'autore del De christiana religione e della Theologia platonica in diciotto libri.
Influenzato dal binomio Platone-Plotino, oltre che dalla filosofia di Aristotele, Ficino è un pensatore originale, specialmente per la sua concezione psicologica, che pur derivando dalla confluenza tra Neoplatonismo e dottrine cabalistiche ad esso ispiratesi, se ne differenzia perché radicata su una gnoseologia più laica, incline a rivalutare la funzione soggettiva della conoscenza. Il filosofo umanista concepisce l'universo come una realtà pluridimensionale, o una gerarchia di enti che va dalla materia allo spirito e a Dio, mentre in una posizione intermedia c'è l'uomo, o, più esattamente l'anima umana, la quale per la sua natura ibrida e mediatrice è definita copula mundi ("copia del mondo"). La scala gerarchica del mondo comprende per la precisione cinque livelli ascendenti: 1. Il corpo, cioè il substrato materiale; 2. Le qualità sensibili, gli attributi riguardanti sempre il substrato materiale; 3. L'anima razionale, tipicamente umana; 4. Le intelligenze celesti motrici, derivazione della speculazione neoplatonica e dei suoi sviluppi medievali; 5. Il grado supremo: Dio.
Nel mondo c'è una ascesa dalla molteplicità all'unità, idea che presenta una qualche affinità con la Dialettica di Platone. La molteplicità degli enti è tipica del corpo, il quale come substrato materiale si può dividere all'infinito, diversamente dalle qualità sensibili, che non hanno necessità di occupare le tre dimensioni dello spazio - lunghezza, larghezza, profondità.
Mentre il corpo o materia coincide con la quantità, le qualità sensibili determinano il qualitativo; singolarmente presa ogni qualità sensibile è in origine unitaria, ma per trasformarsi in realtà deve legarsi alla quantità del corpo (la materia stessa). Ogni qualità sensibile è racchiusa nel quantitativo.
L'anima, che come le qualità è costretta a calarsi nel promiscuo e nel molteplice della materia, tuttavia se ne stacca, in quanto è capace di stabilire i limiti e la misura del quantitativo. In altri termini, l'anima dà la misura ad ogni realtà materiale, senza essere a sua volta misurabile da alcunché. Ne consegue che l'anima umana è infinita e immortale, per cui può comprendere tanto le entità materiali quanto quelle superne (extramondane), anch'esse infinita, come le Intelligenze celesti motrici, e Dio.
La natura dell'anima è tale da essere copula mundi. L'anima di ciascun individuo rispecchia il mondo che la circonda e la condiziona. La teoria dell'anima come copula mundi è molto importante per gli sviluppi della gnoseologia, perché mette in relazione conoscitiva il microcosmo dell'anima individuale con il macrocosmo, ma con una straordinaria intuizione che anticipa la psicologia moderna, l'interesse maggiore è per il microcosmo individuale, almeno in prospettiva gnoseologica. Infatti, mentre il Platone del Menone considera la psicologia una parte discreta della sua dottrina delle idee, e Agostino la vede come una branchia della teologia, nell'interpretazione di Ficino succede l'inverso, prima è necessario che l'anima esplori le sue possibilità conoscitive, per riuscire poi a connettersi con il macrocosmo che lo sovrasta, mettendo a frutto le sue funzioni come e in quanto copula mundi.
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