Domenico Turco
Josè Ortega y Gasset
Il filosofo Josè Ortega y Gasset (Madrid 1883 - 1955) si segnala per una trasformazione dell'ermeneutica storicistica di Dilhtey in senso esistenzialistico. Dopo solidi studi classici a Málaga e a Deusto, intorno al 1898 si iscrisse alla Facoltà di Lettere e Filosofia all'Università di Madrid, ottenendo la laurea quattro anni dopo, nel 1902. Dal 1904 al 1907 si recò in Germania, dove conobbe le tendenze filosofiche contemporanee nel periodo della reazione al positivismo. Soggiornò a Lipsia, Berlino e Marburgo, dove frequentò le lezioni del filosofo storicista Herman Cohen.
Nel 1908 trovò lavoro nella Scuola Superiore di Magistero, a Madrid, e nel 1912, dopo essere tornato in Germania, insegnò Metafisica all'Università di Madrid. Nel 1914, creò la Lega di Educazione politica, il settimanale España, e la Revista de Occidente (1923), diretta fino al '36. Oppositore prima della dittatura di Primo de Rivera e infine anche della monarchia, nel 1931 entrò nel primo Parlamento repubblicano. Costretto a emigrare in Francia, Argentina, e Portogallo, ritornò in Spagna solo nel 1945, senza poter esercitare la docenza universitaria pubblica, ma svolgendola privatamente, nell'Instituto de Humanidades da lui fondato.
Come filosofo dell'esistenza, fu inizialmente influenzato dallo storicismo, nelle sue varie forme. La sua filosofia si radica sul concetto di "ragione vitale", che è un legame di natura dinamica tra l'io e le cose, espresso con la formula io sono io e la mia circostanza. La ragione vitale si pone contro le pretese razionalistiche di fede e scienza, contro la metafisica e l'arroganza dei metafisici riguardo al problema della verità. Già nel 1914, nell'opera Meditazioni sul Chisciotte, Ortega aveva anticipato molti temi della speculazione heideggeriana, tra i quali quello della verità. Per il pensatore spagnolo la verità è aletheia, rivelazione illuminante delle potenzialità tipicamente umane.
Assai brillante è la teoria del prospettivismo. Sulla scorta di Dilthey, Nietzsche e Simmel, Ortega y Gasset ritiene che la storia e i suoi eventi nascano sempre da un impulso o esigenza vitalistica, la quale periodicamente crea differenti prospettive. Ognuna di queste prospettive suggerisce il tema di una temperie storica chiaramente riconoscibile. L'età contemporanea è caratterizzata, p. esempio, da una tensione dialettica tra ragione raziocinante e ragione vitale.
L'originalità e la grandezza di Josè Ortega y Gasset consiste nell'aver sintetizzato i problemi avanzati dallo storicismo tedesco contemporaneo e dell'esistenzialismo a sfondo cristiano di Kierkegaard, pur attenuandone le implicazioni religiose e la visione pessimista. Inoltre, Ortega y Gasset riprende in chiave dinamica il vitalismo, in una modalità che non esclude l'avvicinamento critico alla tradizione, luogo di confronto e fusione tra prospettive esistenziali diverse, pur senza rinunciare ad allineare i cambiamenti continui della società e dei valori ad essa correlati.
OPERE
Meditazioni sul Chisciotte (1914);
Spagna invertebrata (1921);
Il tema del nostro tempo (1923);
La disumanizzazione dell'arte (1925);
La ribellione delle masse (1930);
Intorno a Galileo (1933);
Storia come sistema (1941);
Che cos'è la filosofia (1958);
BIBLIOGRAFIA
J. P. Borel, Raison et vie chez Ortega y Gasset, Neuchâtel, 1959;
M. Granell, Ortega y su filosofia, Madrid, 1960;
F. Vela, Ortega y los existencialismos, Madrid, 1961;
R. Senabre Sempere, Lengua y estilo de Ortega, Salamanca, 1964;
E. Vigant, Il pensiero di Ortega y Gasset, Padova, 1968;
P. Garagorri, Introducción a Ortega, Madrid, 1970;
L. Pellicani, Introduzione a Ortega y Gasset, Napoli, 1979;
L. Infantino, Ortega y Gasset, Roma, 1990.
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