Domenico Turco
PLATONE

2.2 - I dialoghi intermedi

I dialoghi intermedi sono stati composti nella maturità, e segnano in effetti una raggiunta originalità e profondità di pensiero. In questa serie di scritti Platone si emancipa da Socrate, che rimane sempre il personaggio principale, tuttavia le idee che espone sono l’espressione di una dialettica di profilo diverso, e di una diversa filosofia.

Socrate non è più il filosofo realmente esistito, il personaggio storico, ma qui assume la funzione di figura-simbolo e portavoce della prospettiva platonica.

Il Menone rintraccia una teoria tradizionale della conoscenza come ricordo e reminiscenza (anamnesi).

Un analogo percorso di recupero di dottrine tradizionali sottintende alla composizione del Fedone, dialogo sull’immortalità dell’anima e la natura delle Idee.

L’Eutidemo avanza una critica ragionata della Dialettica a base retorica e scettica dei Sofisti. Di carattere più agile e letterario il Convito, che tratta della problematica amorosa secondo la famosa teoria dell’amore platonico, che si contrappone alla materializzazione della sessualità.

L’Ippia maggiore è un viaggio intorno alla bellezza, mentre il Fedro è un dialogo complesso, che affronta molti temi: dall’amore all’estetica, dalle passioni alla scrittura, tornando sulla teoria della conoscenza come ricordo di nozioni dimenticate e sommerse (anamnesi).

Il Cratilo rinvia alla questione del linguaggio, partendo dalle discussioni di ambiente eracliteo. Cratilo, personaggio che dà nome al dialogo, era stato il primo maestro di Platone e, come abbiamo visto, sosteneva una radicalizzazione della filosofia del divenire tipica di Eraclito.

Ultimo dei dialoghi intermedi ma tra i primissimi per importanza è La Repubblica, dialogo di taglio enciclopedico, che confronta diverse forme di governo per delineare le istituzioni e la struttura organica dello Stato ideale.

I dialoghi intermedi individuano i caratteri distintivi della filosofia di Platone, che è dialettica e metafisica, volta com’è a definire con la seconda navigazione i rapporti tra realtà materiale e corporea del divenire e realtà divina e ideale dell’essere. Infatti i dialoghi dell’ultimo periodo non fanno che ribadire e ampliare i concetti di quelli precedenti; la differenza maggiore riguarda l’accentuazione del momento dialettico, che non contraddice ma anzi integra la particolare metafisica platonica.

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