Domenico Turco
PLATONE

2 - L’itinerario filosofico

La filosofia di Platone è contenuta in molte opere, che prendono spesso l’aspetto di dialoghi tra più personaggi, ognuno dei quali interpreta spesso un suo punto di vista irriducibile, una versione peculiare di verità. Tuttavia la sostanza del pensiero di Platone è lontana da ogni relativismo, in quanto la varietà delle posizioni nasce dalla volontà di trascendere ogni presa di coscienza individuale e raggiungere un sapere il più possibile oggettivo.

In altri termini, la cornice di uno scambio di idee o di una disputa fra più soggetti maschera una visione del mondo radicata nella Tradizione, quindi volta alla ricerca della verità in senso universale e spirituale, non come espressione di un individualismo fine a sé stesso e di una prospettiva scettica, che rinuncia alla conoscenza esasperando il dubbio fino a comprendere ogni atto di pensiero.

Un altro mezzo formidabile di divulgazione filosofica fu il mito. Infatti i principali scritti di Platone individuano una mitologia molto peculiare, formata sia da miti preesistenti che da nuovi, alcuni entrati quasi nell’immaginario collettivo, come il complesso apologo della Caverna. L’uso del mito si giustifica con una valenza pedagogica, di esempio, utile a chiarire dei concetti piuttosto ardui da rendere in parole, e nelle parole del linguaggio ordinario in particolare. Il dizionario del mito traduce il concetto in immagine, e agevola la comprensione.

Di Platone ci sono rimaste 47 opere, l’Apologia di Socrate, 32 dialoghi  e 13 Lettere. Le Lettere sono molto importanti anche al fine della ricostruzione delle sue vicende biografiche. Tuttavia solo alcune lettere sembrano assolutamente autentiche.

Infatti, molto discusso dagli studiosi è il problema dell’autenticità o meno delle opere di Platone.

La filologia tedesca dell’Ottocento ha  esagerato nell’individuare le opere spurie, fino a negare la paternità della gran parte degli scritti che la tradizione attribuisce a Platone.  Ci si è in seguito resi conto della probabile attendibilità delle fonti e delle testimonianze contemporanee su Platone.

Per risolvere i gravi problemi cronologici relativi la critica si è attenuta a diversi metodi, dallo studio di caratteristiche interne, come p. es. gli aspetti contenutistici, all’indagine sugli elementi linguistici o sullo stile, secondo il criterio stilometrico presentato da Wincenty Lutoslawski  nell’opera L'origine e lo sviluppo della logica di Platone (1897).

Ricostruire l’epoca di composizione dei vari dialoghi è importante per comprendere meglio l’evoluzione del pensiero di Platone nel tempo e la progressiva emancipazione dal  maestro Socrate.

In base agli argomenti e allo stile usato i Dialoghi di Platone si possono raggruppare in tre serie.  Abbiamo così i dialoghi socratici giovanili (Apologia di Socrate – anche se non ha struttura di dialogo – Critone, Ione, Eutifrone, Ippia minore, Carmide, Liside, Lachete, Protagora, Gorgia), intermedi, (Menone, Fedone, Eutidemo, Convito, Ippia maggiore, Fedro, CratiloRepubblica) e  dialettici (Teeteto, Parmenide, Sofista, Politico, Filebo, Timeo, Crizia, Leggi).

Il filo conduttore che collega i vari dialoghi è l’originaria ispirazione dialettica, che sviluppa la maieutica socratica, che da sapere metodico privo di contenuti, si fa anche sapere contenutistico, scienza tradizionale della verità e non più solo cammino per raggiungerla. Socrate è presente nel doppio ruolo di personaggio storico reale e di interprete immaginario della filosofia di Platone, dal Menone in poi, acquistando in entrambi i casi la patente del perfetto dialettico.

© Tutti i diritti riservati