Heinrich Rickert (1863-1936), autore di L'oggetto della conoscenza, I limiti della formazione dei concetti scientifici, Scienze della cultura e scienze della natura, La filosofia della vita, Sistema di filosofia, Problemi fondamentali della filosofia, Immediatezza e significato, con Windelband rileva che ogni contenuto della conoscenza deve assumere in sè un valore riconosciuto e riconoscibile necessariamente ed universalmente, come accade a livello etico ed estetico. Rickert determina quanti e quali sono i caratteri peculiari dei sei "domini di valore": logico, estetico, mistico, etico, erotico, filosofico-religioso. Da questi domini di valore derivano i seguenti concetti: verità, bellezza, santità oggettiva, moralità, gioia, santità soggettiva. Mediante il legame che si instaura con ognuno di tali domini l'uomo perviene ad un "bene": scienza, arte, uno-tutto, collettività libera, collettività d'amore, mondo di Dio. Ciascun dominio produce inoltre una particolare relazione: giudizio, intuizione, venerazione, azione indipendente, unificazione, devozione, implicando inoltre una specifica "intuizione del mondo": intellettualismo, estetismo, misticismo, moralismo, eudemonismo, teismo o politeismo.
La filosofia a base storicistica di Rickert indaga anche sul problema dei rapporti all'interno della rubrica dei saperi, riconoscendo un bipolarismo necessario tra le scienze della natura e quelle d'ispirazione storica, dicotomizzazione presa e sviluppata da una intuizione del Windelband, che aveva definito scienze "idiografiche" i saperi di tipo storico, in quanto descrivono la peculiarità del fatto isolato ed irripetibile (singolare), mentre per le scienze della natura aveva coniato l'aggettivo nomotetiche", che le indica come discipline miranti a ricavare delle leggi sui fatti. Rickert specifica che questa separatezza non può essere ricavata dall'oggetto ma dalla metodica che lo individua come tema di ricerca euristica. La stessa esperienza del mondo dovrà giudicarsi nel duplice aspetto di natura e storia; come natura, va valutata relativamente al suo ambito universale, come storia in merito al suo ambito particolare e specifico. È chiaro che l'"individuale" preso ad oggetto della storia e della sua tavola di saperi è l'unico significativo, almeno per il filosofo.
BIBLIOGRAFIA:
H. Rickert, Geschichtphilosophie, in Die Philosophie im Beginn des Zwangisten Jahrunderits: Festschrift fur Kuno Fischer, a c. di W. Windelband, Heidelberg, Winter, vol.II; trad.it. di S. Barbera e P. Rossi, Storia e scienza della natura, in Rossi, a c. di, Lo storicismo tedesco, Torino Utet 1977.
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