| 1. Gli anni degli studi e dell'apprendistato filosofico (1861-1896) |
| 2. La seconda fase (1897-1902) |
| Bibliografia |
| Opere |
| Schema riassuntivo |
1. Gli anni degli studi e dell'apprendistato filosofico (1861-1896)
Rudolf Steiner (Kraljevika, Croazia 1861 - Dornach, Svizzera 1925), filosofo e intellettuale di origine austriaca, è uno dei principali esponenti della reazione al Positivismo, e come tale critico della visione materialistica e del dogmatismo cristiano.
Nell'autunno del 1889 si iscrive all'Istituto Tecnico Superiore di Vienna.
Laureatosi in Filosofia, nel 1891, Steiner si era formato sugli scritti speculativi e scientifici di Goethe, assorbendone l'impostazione idealistico-romantica e l'interesse per l'esoterismo. Fra l'altro, collaborò ad un'edizione critica delle opere di filosofia naturale del Goethe. Nello stesso periodo lavora assiduamente come educatore.
Negli anni 1890-1896 Steiner attraversò un periodo di grave crisi esistenziale, che fu tuttavia positivo, perché in questi anni prese consapevolezza della maturità e dell'inadeguatezza del mondo esterno, rispetto all'esigenza di ripiegamento interiore e ricerca dinamica di una spiritualità. Sperimentò di persona il disagio e le fatiche dell'autocoscienza, frutto di una tensione difficile, di un'armonia combattuta tra volere e dovere.
Nel 1890 andò a vivere nella città di Weimar, in Germania, dove scrisse La filosofia della libertà (1894) e Svolta della vita (1896), opera dal titolo molto significativo, che testimonia la volontà di chiudere un ciclo esistenziale, alquanto tormentato. Steiner si trovava, a trentacinque anni, nel mezzo del cammino della vita, a concludere tardivamente la fase della formazione e della giovinezza, fortificato dalle delusioni sul mondo esterno e dalla necessità di fondare categorie filosofiche e biologiche alternative a quelle dettate dall'Età positivistica e dall'arroganza scientifica, che tendeva a negare i fenomeni dello spirito e della coscienza, in nome del puro dato e della messa in discussione delle realtà non osservabili in laboratorio.
2. La seconda fase (1897-1902)
Conclusa la fase dell'apprendistato filosofico, Steiner concepisce un nuovo modello di razionalità: invece di partire dal mondo esterno, partiamo dal recupero della realtà interiore. È, prima di tutto, una scoperta interiore, che trova ragion d'essere in precisi fatti della coscienza dello stesso Steiner:
"Le forze che determinavano il mio destino esteriore non potevano più, come prima, formare una unità con le direttive interiori che risultavano dalle mie esperienze nel mondo spirituale".
Da qui si vede come, nel suo procedere alla scoperta della verità, Rudolf Steiner scelga di compiere un'indagine sperimentale, secondo una via deduttiva, di origine romantica, nella quale è il filosofo stesso a decidere sui limiti e le modalità del suo conoscere, in questo caso, un tipo di conoscenza soggettiva che si fa ben presto momento riconosciuto oggettivamente e socialmente, con il trasferimento a Berlino (1897) e l'ingresso nella Società teosofica, creata nel 1875 a New York, dalla filosofa, occultista e mistica Elena Blavatsky, autrice di Iside svelata (1877) e Dottrina segreta.
Tuttavia, insorgono sin da subito divergenze tra Steiner e i teosofi, sul modo di concepire la figura e l'opera di Cristo. Per Rudolf Steiner l'incarnazione del Verbo nella persona di Gesù Cristo è l'evento-cardine dell'evoluzione plurimillenaria dell'uomo, contrariamente alla concezione dei teosofi, per i quali Cristo è un semplice maestro spirituale dell'umanità, un uomo certo ispirato ma privo dei caratteri ultraterreni che gli attribuisce Steiner.
Tra il 1900 e il 1901 pubblica i due volumi Concezioni del mondo e della vita nel XIX secolo, e parallelamente svolge attività di conferenziere, sempre nell'ambito della teosofia, fino al 1902, anno in cui matura la svolta antroposofica che si protrarrà fino al 1909. Nel 1904 pubblica Teosofia, e nel 1913 si allontanò definitivamente dalla teosofia per fondare un nuovo movimento esoterico, l'antroposofia, facente capo alla Società antroposofica di Dornach, in Svizzera, dove Steiner aveva acquistato un appezzamento di terra per costruirvi un centro di cultura e vita antroposofica, che, in omaggio ad uno dei maggiori pensatori-scrittori di lingua tedesca, denominò Goetheanum.
Il nucleo della filosofia di Rudolf Steiner è l'uomo inteso nella sua globalità.
Secondo Steiner l'uomo è un'unità composita, scaturente da sette differenti principi fisico-spirituali: il corpo fisico, il corpo etereo, il corpo astrale, l'io, l'io spirituale, lo spirito vitale e l'uomo-spirito.
Quando si muore, il corpo fisico subisce un processo di relativamente rapida dissoluzione.
Solo allora il corpo etereo e il corpo astrale conducono l'io in una fase di addormentamento totale, alla quale segue l'incarnazione, nel contesto -di chiara derivazione orientale - del ciclo delle rinascite, ciclo che riguarda tutto l'universo e contempla un'evoluzione plurimillenaria, il cui-evento cardine è, lo abbiamo visto precedentemente, l'incarnazione del logos in Cristo. Il culmine di questa vicenda evolutiva è il ritorno allo spirito puro, visto come un graduale processo ascensivo, di tipo neoplatonico, diretto alla liberazione spirituale, che si realizza dentro e oltre la storia dell'umanità.
Da qui deriva l'attenzione originale per le attività sociali, per l'arte, il teatro, l'educazione, in una prospettiva di audaci riforme che anticipano certi aspetti della Contemporaneità, come l'ecologismo e l'agricoltura biologica, l'attivismo nel campo dell'istruzione, la medicina come ricerca dell'equilibrio psico-fisico generale e non come semplice cura di determinate malattie. La riforma della terapia clinica riguardò l'ideale operativo dell'euritmia curativa: il rimedio della malattia è in una condotta esistenziale ottimale, cioè una vita all'insegna dell'armonia.
Un altro settore che impegnò molto Steiner fu la teoria dell'arte. Per Rudolf Steiner c'è un'unica forma d'espressione che permette la vita emozionale umana, senza privare il singolo individuo del suo libero giudizio: l'attività artistica. E, tra le attività artistiche, Steiner privilegiò la drammatizzazione e il teatro, per la sintesi in esso di arte e rispecchiamento completo della realtà sociale.
Ad offuscare questa visione aperta sul reale è il carattere iniziatico del sapere, all'interno dell'Antroposofia, il cui vertice per gli interni era il riconoscimento spirituale degli enti soprasensibili.
BIBLIOGRAFIA:
Frans Carlgren Rudolf Steiner e l'Antroposofia, (trad.it di Mario Betti)
Ed. del Goetheanum, Libera Università di Scienza dello spirito, Dornach, Basilea, Confederazione Elvetica Svizzera
OPERE:
La filosofia della libertà (1894);
Svolta della vita (1896);
Concezioni del mondo e della vita nel XIX secolo (2 VOLL. 1900-1901);
Teosofia (1904);
Enigmi dell'anima (1917);
Memoranda (1917)
SCHEMA RIASSUNTIVO:
Che caratteristiche ha la struttura psicofisica dell'uomo? La struttura psicofisica dell'uomo contempla sette principi vitali: corpo fisico; corpo etereo, corpo astrale, io, io spirituale, spirito vitale, uomo-spirito
Qual è lo scopo della storia? È un processo di liberazione. Quello dell'iniziazione, percepire le realtà medianiche.
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