Ugo di San Vittore nacque ad Harthingham, nell'attuale Gran Bretagna, intorno al 1096. Recatosi giovanissimo a Parigi, nel 1118 fu nella vicina abbazia di San Vittore, allievo di Guglielmo di Champeaux. Nel 1125 iniziò l'attività di docenza sempre in quel di San Vittore, nel Medioevo prestigiosissimo centro di ricerca filosofica e teologica. Nel 1133 fu scelto come priore della Scuola di San Vittore, mantenendo comunque l'incarico di maestro nel quale eccelleva. Morì a San Vittore, nel 1141.
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Tra i suoi lavori ricordiamo: Didascalion o Eruditionis didascalicae libri VII, Epitome in philosophiam,; De unione corporis et spiritus; De arca Noe morali; De arca Noe mystica; Soliloquium de arrha animae; De vanitate mundi ; ma la sua opera principale è il De sacramentis christianae fidei, scritta tra il 1136 e il 1141, che rappresenta storicamente la prima straordinaria sintesi della Scolastica, oltre ad avere una fondamentale funzione nello sviluppo dell'Ermeneutica medioevale.
Da un punto di vista opposto rispetto al misticismo radicale di Bernardo di Chiaravalle (Fontaines, Digione, 1090 - Clairvaux, Aube, 1153) Ugo ritiene che ci sia continuità tra fede divina e ragione umana, in quanto il sapere non è mai fine a se stesso, dal momento che tutte le arti naturali servono alla scienza divina, come si legge nella Prolusione al De sacramentis christianae fidei.
La ragione è di ausilio alla fede, dimensione peculiare non dell'incredibile ma del mirabile, cioè l'ambito che va al di là della ragione pur inglobandola. La prospettiva ermeneutica di Ugo di San Vittore si applica con risultati assolutamente importanti all'interpretazione della Bibbia, sia relativamente al Vecchio Testamento che al Nuovo. La Sacra Scrittura va intesa in due modi, come historia (o significato letterale) e come allegoria (o significato figurale, recondito ed implicito).
Due le prove dell'esistenza di Dio. La prima prende spunto da Agostino e deriva dalla certezza dell'autocoscienza creatrice e finita, che postula una causa creante e infinita. La seconda prova è data dalla certezza delle realtà materiali finite, che presuppongono anche in questo caso una causa creante ed infinita (Dio).
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