Domenico Turco
Wilhelm Windelband

Wilhelm Windelband (1848-1915), autore di Preludi, La libertà del volere, Principi di logica, Introduzione alla filosofia, contesta la concezione positivistica, che alla filosofia spetti di coordinare, rielaborare e ricondurre ad unità concettuale i risultati scientifici, anche se indubbiamente la filosofia deve correlarsi ai risultati della scienza, ma per trovare in essi la struttura nascosta del lavorio speculativo e le sue precondizioni oggettive di operatività, individuando così il loro valore veritativo. Ogni visione di tipo scientifico organizza esperienze e rappresentazioni secondo un sistema di elaborazione/strutturazione logicamente fondato, ed è questo sistema che determina il valore veritativo. Questo sistema è il principio a cui il conoscente deve adeguarsi nel suo processo di apprendimento.

Per Windelband la filosofia si costituisce come "scienza critica dei valori universali", che sono i classici valori scolastici del vero, del bene, del bello. La filosofia non ha come oggetto il contenuto empirico della conoscenza, della volontà e della percezione, ma le modalità mediante le quali queste pervengono ai loro valori. Il sapere filosofico dunque non applica giudizi di fatto, tipici della scienza, ma giudizi di valore, che non possono esser costituti in prospettiva scientifica, ma solo dal punto di vista speculativo.

Per Windelband un autentico giudizio di valore dev'esser in grado di aspirare ad una validità di tipo assoluto, essendo sostanzialmente ideali e necessari, o, più esattamente, sono "idealmente necessari". Per cui l'uomo come singolo e come collettività, mediante gli atti del conoscere, dell'agire e del sentire, deve sempre porsi in condizione di essere "idealmente giudicante", di esprimere la propria "coscienza normativa" che si eventua nella creazione e conservazione delle regole, di conformare infine la sua "coscienza empirica" alla "coscienza normativa" che è la caratteristica universale tipica di ogni essere umano.
La lezione di Windelband, se fa propria la tendenza kantiana alla schematizzazione ed all'astrattezza, è tuttavia importante per il ruolo che accorda alla scienza storica, ruolo che assumerà sempre più un carattere determinante in Dilthey e nell'altro esponente della Scuola del Baden, Rickert.

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