| 1. La nascita dell'antica Stoá |
| 2. Logica |
| 3. La teoria delle sensazioni |
| 4. Fisica |
| 5. Etica |
| Bibliografia |
1. La nascita dell'antica Stoá
Zenone, nativo di Cizio nell'isola di Cipro (Cizio 335-263 a. C.) fondatore e massimo esponente della corrente di pensiero nota come Stoicismo, il cui nome deriva da un dipinto di Polignoto posto nel Portico (Stoà) Pecile, dove Zenone insegnava
Come Epicuro, Zenone concepisce la filosofia come risultante di tre diverse scienze: la logica, la fisica, l'etica.
Il rapporto tra logica, fisica ed etica è chiarito da Zenone stesso con la metafora dell'uovo, che è composto da un guscio (logica) che ricopre la chiara dell'uovo (fisica) e che a sua volta cela il tuorlo l'etica, complesso di regole pratiche strettamente collegate alla struttura della natura, oggetto della fisica.
Giunto ad Atene, Zenone subì l'influenza dei Megarici, specialmente Stilpone, e del filosofo cinico Cratete di Mallo. In effetti, la prospettiva logica di Zenone, che è un'analisi della ragione umana condotta sulla base delle problematiche e degli esempi paradossali proposti dalle Scuole socratiche, cinica e megarica.
2. Logica
Il nuovo ruolo della logica prevede la sistemazione e lo studio di ogni ragionamento ipotizzabile. In quanto tale, la logica di Zenone non è più una logica contenutistica, dal momento che diverge e molto dalla logica di Platone, inerente alle connessioni tra le idee. Tuttavia, non propone neanche un formalismo logico, alla maniera di Aristotele, il quale intendeva stabilire i rapporti tra i termini universali del ragionamento, e non ai rapporti tra le proposizioni, come nella logica di Zenone, che vuole essere una logica della concretezza e non della pura teoria.
Effettivamente, una logica delle idee (Platone) o dei termini (Aristotele) implica la preesistenza di concetti astratti, assunti acriticamente e senza poter risalire alle sensazioni reali. Grande o piccolo presuppongono l'idea di grande e piccolo, diversamente, una logica fondata su proposizioni ha a che fare solamente con la mia sensazione, espressa mediante la sua rappresentazione linguistica (fantasia).
In altri termini, la logica stoica analizza speculativamente la connessione tra le proposizioni, ad esempio " sento freddo" e "sto male" che corrispondono ad una stessa rappresentazione. Una rappresentazione è l'espressione fantastica (proiettiva) delle mie sensazioni.
La logica tradizionale si chiedeva "che cos'è?", la nuova logica stoica si chiede "che cosa succede?", essendo una logica enunciativa, descrittiva di un evento.
Cade così la distinzione tra proposizioni universali, particolari, singolari, e subentra quella tra proposizioni indefinite, del tipo "qualcuno parla", proposizioni definite, del tipo "costui parla", proposizioni intermedie, come "Socrate parla" le quali hanno la caratteristica di poter diventare definite, nel momento in cui diciamo "costui parla" con riferimento ad un personaggio realmente presente.
Nella logica di Zenone è la rispondenza al vero di una proposizione definita che fonda la rispondenza al vero della rispettiva proposizione indefinita.
In altre parole, se corrisponde a verità che "costui parla" sarà altrettanto vero che "qualcuno parla".
Oltre alle proposizioni semplici, derivate da osservazioni di fatto, Zenone teorizza le proposizioni composte, il cui valore di verità o falsità è intimamente relato alla tipologia di congiunzione usata per collegare da due a più proposizioni semplici.
Le proposizioni composte, "affermative e negative", si differenziano in base alla congiunzione in: proposizioni condizionali, create con il connettivo "se", proposizioni inferenziali, creati con il connettivo "poiché", proposizioni congiuntive, create con il connettivo "e", proposizioni disgiuntive, create con il connettivo "o", proposizioni causali, create con il connettivo "perché". A queste proposizioni vanno aggiunte le proposizioni create con i connettivi "piuttosto che" e "meno che", indicate senza una denominazione specifica.
Questa celebre tavola delle proposizioni influirà moltissimo sulla logica formale moderna e contemporanea, che è generalmente una logica di carattere proposizionale.
Parente stretta della logica diventa un'altra scienza filosofica, la dialettica, interpretata ex-novo come esplicitazione discorsiva della logica. Il rapporto tra dialettica e logica è spiegato mediante l'esempio della mano aperta
(dialettica) rispetto al pugno chiuso, cioè alla stringatezza della prospettiva logica.
3. La teoria delle sensazioni
La logica parte dalle sensazioni. Ogni sensazione non è mai fenomeno unitario, ma un processo che va dall'impressione, fase passiva e ricettiva, alla fantasia, fase espressivo-rappresentativa, che abbiamo visto a proposito della logica, nella quale il singolo esterna quello che ha percepito autonomamente.
Alcune sensazioni rappresentative saranno così oscure e imperfette, mentre altre rappresentative saranno talmente intense da potersi trasformare in asserzioni: si tratta delle fantasie catalettiche, capaci di "catturare" la realtà, e quindi rispecchiarla con una certa precisione.
La distinzione tra fantasie ordinarie e fantasie catalettiche anticipa la concezione logica contemporanea, la quale individua una differenza non di minore momento tra enunciato e asserzione. Mentre la fantasia ordinaria è rappresentativa di una sensazione vaga, e come tale non immune dal possibile virus dell'errore (enunciato), la fantasia catalettica può essere vera o falsa, a seconda se riceve l'assenso di chi la esperisce.
Il ragionamento valido sviluppa fantasie catalettiche, che fungono da modelli per rappresentazioni future, mediante prolessi (anticipazioni) o conoscenze comuni riguardanti il passato e il futuro.
La sensazione non fornisce nessun criterio di veridicità se non è poi supportata dalla prolessi.
La verità o la falsità di una proposizione è quindi subordinata non già alle premesse del ragionamento logico ma alla conclusione, o, per specificare meglio, al rapporto tra una o più premesse e la conseguenza.
Nell'operazione di collegamento tra vero e falso l'uomo deve farsi guidare dalla sua anima razionale e razionalmente attiva, l'heghemonikòn, che, come dice la parola stessa, significa egemone, dominante.
4. Fisica
Anche in prospettiva fisica ogni cosa presente nella natura consiste di una parte passiva, l'hyle o materia, e di una parte attiva, il logos spermatikòs (logos creatore).
Il mondo è dominato da una forza o elemento sommo, cioè il logos intrinseco al mondo, o dio, o fuoco, una sorta di energia che anima la materia di un respiro vitale, lo pneuma.
L'universo è sorto dall'incontro-scontro tra fuoco e materia, ed è soggetto ad una conflagrazione cosmica (ekpyròsis), secondo un ritmo ciclico.
5. Etica
L'etica zenoniana predicava una vita secondo natura, il che non significa vivere al di fuori delle regole, ma esattamente il contrario, dal momento che la natura stessa è regolata da un supremo principio razionale.
Quindi la massima vivere secondo natura è sinonimo di vivere secondo ragione, la quale ragione ci invita a rinunciare alle passioni, abbracciando l'ideale dell'apatia. Nella prospettiva stoica il rigorismo etico non è fine a se stesso, ma trova la sua ragion d'essere nel fatto che pulsioni e passioni frenano la libera iniziativa del singolo.
La finalità dell'uomo è la virtù, e tra le virtù la più importante è la coerenza, la possibilità di un filo conduttore unitario che dia un senso razionale alla nostra esistenza.
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BIBLIOGRAFIA:
I frammenti degli Stoici antichi, Padova 1962;
M. Pohlenz, La Stoa, Firenze 1967
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