John Donne
John Donne (Londra 1572-1631), grande poeta e predicatore inglese.
 

 

NOTTURNO NEL GIORNO DI S. LUCIA, IL GIORNO PIù BREVE DELL'ANNO

 

E' la mezzanotte dell'anno.

E' la mezzanotte del giorno di Lucia,

per sette ore a stento si disvela.

Il sole è sfinito e dalle sue fiasche

non raggi costanti, ma deboli bagliori

ora manda.

La linfa del mondo tutta fu assorbita.

Bevve la terra idropica l'universale balsamo.

Morta e interrata la vita si è ritratta,

là, ai piedi del letto, quasi. Eppure,

tutto ciò non par che un riso

rispetto a me che sono il suo epitaffio.

 

E allora studiatemi, voi che sarete amanti

in un altro mondo, in un'altra primavera,

perchè io sono ogni cosa morta

che nuova alchimia d'amore ha trasmutato.

Perchè anche dal nulla la sua arte

ha distillato una quintessenza,

da opaca privazione, da povera vuotezza.

Annichilato, ora rinasco

dall'assenza, dal buio, dalla morte,

cose che non sono.

 

Da ogni cosa, ogni altro prende ciò che è bene,

vita, anima, forma, spirito, ne trae esistenza.

Dall'alambicco dell'amore così fatto,

sono la tomba io, di tutto quel che è nulla. Spesso

fu un diluvio il nostro pianto,

ne sommergemmo il mondo. Noi due. E spesso

siamo mutati sino a essere due caos

quando parve che d'altro ci curassimo. E spesso

l'assenza ci privò dell'anima. Fece di noi carcasse.

 

Ma per la sua morte (parola che le fa torto)

del primigenio nulla un elisir son fatto.

Se fossi un uomo, che sono uno

dovrei di necessità saperlo. Seguirei,

se fossi un animale, un fine, un mezzo.

Le stesse piante, le stesse pietre

odiano, amano; e tutto, tutto possiede

una proprietà.

Se fossi un qualunque nulla,

come lo è un'ombra, vi dovrebbe pur essere

una luce, un corpo.

 

Ma io sono il Nulla; il mio sole non si rinnoverà.

E voi amanti, voi per cui il sole minore

è trascorso ora in Capricorno

per prendere nuova passione, e a voi donarla,

godete intera la vostra estate perchè lei gode

la festa della sua lunga notte.

Io a lei mi disporrò e chiamerò quest'ora

la sua vigilia, la sua veglia,

in questa profonda mezzanotte

del giorno e dell'anno.

 

Traduzione di Rosa Tavelli