William Butler Yeats
(Sandymount, Dublino 1865-Roquebrune, Francia, 1939)

 

 

 

Alla memoria di Eva Gore-Booth e Con Markiewicz è una delle poesie più riuscite di Yeats, per la felicità di alcune immagini e la tonalità nostalgica e dolente della lirica, incentrata sul fluire incessante del Tempo e la sua opera rovinosa ed inarrestabile.  Eva Gore-Booth e Con Markiewicz erano due sorelle di Dublino, Con Markiewicz, militante dell’IRA, coinvolta in un attentato terroristico in un ufficio postale di Dublino che provocò diverse vittime, fu condannata a morte, poi graziata. Yeats, pur animato da sentimenti patriottici, era contrario agli eccessi ideologici, come risulta dalla sua velata critica all’Utopia e alle utopie di vario genere imposte dalla militanza politica. Da parte di Yeats, c’è, semmai, una pietas evangelica per chi si lascia condizionare dai suoi ideali, che, per quanto nobili, non giustificano affatto scelte contrarie al codice etico dell’umanità.

 

 

ALLA MEMORIA DI EVA GORE-BOOTH E CON MARKIEWICZ

 

La luce della sera, Lissadell,

Grandi finestre aperte verso sud,

Due ragazze in kimono di seta,

Entrambe belle, e una una gazzella.

Ma un delirante autunno strappa i fiori

Alla ghirlanda dell’estate; la più grande

È condannata a morte, perdonata,

E trascina i suoi anni solitari

A cospirare fra gli ignoranti.

Io non so cosa sogni la più giovane-

Forse una vaga Utopia- e sembra,

Ormai avvizzita e scarna come scheletro,

Proprio un’immagine di quella politica.

Talvolta penso di andare a cercare

L’una o l’altra, e parlare

Di quella vecchia casa georgiana, fondere

Le immagini della memoria, ricordare

Quel tavolo e i discorsi della giovinezza,

Due ragazze in kimono di seta,

Entrambe belle, e una una gazzella.

Care ombre, ora sapete tutto,

Conosco tutta la follia di una lotta

Con un  torto comune, o una comune ragione.

Per chi è innocente e bello

Soltanto il tempo è nemico;

Levatevi, e ditemi d’accendere un fiammifero

E di accenderne un altro, finchè non arda il tempo;

E se l’incendio dilaga

Correte pure a dirlo a tutti i saggi.

Noi costruimmo il gran   gazebo, ed essi

Ci riconobbero colpevoli; ditemi

D’accendere un fiammifero e soffiare.

 

(Traduzione di Roberto Sanesi)