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Domenico Turco
William Butler Yeats:
La
vita, le opere, la poetica
Il poeta irlandese William Butler Yeats (Sandymount, Dublino 1865-Roquebrune, Francia, 1939) è annoverato tra i più grandi lirici di lingua inglese del Novecento. Il padre di Yeats, John, era angloirlandese e protestante, la madre Susan Pollexfen di religione cattolica, e di idee nazionaliste. Queste origini composite si ripercuoteranno sulla visione del mondo del poeta irlandese, combattuto tra le esigenze di indipendenza della sua terra e il doveroso tributo alla cultura e alla civiltà britannica, che lo renderà sempre critico nei confronti di una soluzione violenta della questione irlandese. Il padre John dopo aver studiato Legge aveva preferito dedicarsi alla pittura; la madre Susan Pollexfen proveniva da una famiglia di bene stanti commercianti di Sligo, sulla costa occidentale irlandese. Nel 1867 la famiglia di Yeats si trasferisce a Londra dove il padre, dopo aver studiato legge, aveva tentato la carriera di pittore, ma, non riuscendo a mantenersi, nel 1880 tornò a Dublino con la famiglia; qui Yeats si iscrive alla Metropolitan School of Art (1885) e pubblica le prime poesie in rivista.
Due anni dopo (1887) entra nella Società teosofica. Molto eclettica la schiera dei suoi maestri di arte o pensiero: da William Blake a Swedenborg, da Dante e Shakespeare, fino ai classici della tradizione ermetica, alchimistica, esoterica in genere. Il suo primo libro di poesia è I vagabondaggi di Oisin (pron. uàsin, personaggio mitologico irlandese), che appare nel 1889, quando Yeats ha 24 anni; seguiranno le poesie di Incroci (1889), Il vento tra le canne (1899), Nei sette boschi (1904).
Nel 1889 farà il decisivo incontro con l’attrice Maud Gonne, che fu la sua musa ispiratrice di diversi drammi poetici e raccolte di versi, e che Yeats amò a lungo senza essere tuttavia corrisposto. Nel 1891 fu tra i fondatori del Rhymer’s Club, che si proponeva di riformare in senso simbolistico-decadente la poesia inglese, operazione tentata anche attraverso la Società letteraria irlandese (1892).
In questo periodo Yeats contribuì non poco alla nascita di un teatro nazionale irlandese, con opere rilevanti come La contessa Cathleen (1892), Il paese del desiderio del cuore (1894), Deirdre (1907), tutti drammi che formano il ciclo celtico. La sua poesia in questa fase è pervasa da un simbolismo magico o visionario. Non è tuttavia questo il periodo migliore della produzione poetica di Yeats, o perlomeno non il più moderno, soprattutto nel senso del Modernismo poetico che vedrà nella poetica più tarda di Yeats uno dei suoi esponenti maggiori. Yeats fu uno dei rarissimi casi di un poeta formatosi sul gusto ottocentesco, ma che trovò all’interno di se stesso la forza di aggiornarsi e modernizzarsi, senza che intervenissero fattori esterni o influenze imposte dalle mode letterarie del momento.
Nel periodo modernista la visione del mondo yeatsiana cambia, si fa più cupa. La storia è interpretata come realtà caotica nel quadro di un complesso schema di carattere misteriosofico, che assegna un ruolo rivelativo all’arte. Nel 1923, per la sua straordinaria produzione poetica viene insignito del prestigiosissimo Premio Nobel, che lo conferma autore di caratura mondiale.
Tra le altre raccolte, ricordiamo: L'elmo verde (1910), Responsabilità (1914); I cigni selvatici a Coole (1919), Michael Robartes e la ballerina (1921); La torre (1928); La scala a chiocciola (1933), Luna piena di marzo (1935), e la bellissima raccolta Ultime poesie (1936-1939), dove figurano poesie indimenticabili, come "Viaggiando verso Bisanzio", dove la mitica capitale dell’Impero bizantino è assurta a simbolo della vecchiaia. Muore a Roquebrune, presso Mentone nella Francia meridionale, dove si era recato per un periodo di cure, nel 1932.
La vicenda letteraria di Yeats descrive platealmente un percorso evolutivo difficile a cogliersi, ma sorprendente per mille ragioni. Innanzitutto Yeats ebbe il coraggio di mettersi continuamente in discussione, abbandonando la poetica simbolista dell’età giovanile per aderire al Modernismo, sia pure in prospettiva autonoma, aperta alle suggestioni più diverse, dall’esoterismo e dalla magia alle filosofie orientali, dai miti classici e celtici fino alla creazione di una propria, rivoluzionaria mitologia poetica.
La grandezza di Yeats riguardò principalmente la poesia, ma non solo, in quanto in Anima Mundi e in altri saggi prospettò una sua filosofia metafisica, basata su una concezione ciclica di derivazione indiana, in cui ogni epoca del mondo è vista come metafora e profezia di quella successiva. Ma oltre alla filosofia di Yeats, compresa quella implicita nella sua indimenticabile poesia, è presente anche una psicologia speculativa, che ricorda la psicanalisi di Jung. Esemplare di questa analogia è il trattato di filosofia esoterica Una visione, fondante un compiuto sistema di archetipi, forgiato su simboli di arcani maggiori e segni zodiacali legati alla sua mitologia personale, ma autonomo rispetto ad essi, e i cui segni si possono leggere dovunque nella sua opera.
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