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Il nuovo secolo, che si apriva sul piano nazionale all'esperienza giolittiana, presentava a Canicattì una situazione relativamente migliorata: "Le condizioni della popolazione, data l'aumentata istruzione, sono migliorate di molto, quantunque in generale gl'istinti primitivi non sono ancora totalmente domati. In un impeto d'ira il canicattinese dimentica tutti i buoni propositi e commette reati di sangue. Frequente il pascolo abusivo e piuttosto rari i furti (consumati d'ordinario durante i periodi di disoccupazione o di carestia). Da alcuni anni le statistiche giudiziarie segnano una notevole diminuzione de' reati in genere73" . Quasi ogni notte in piazza Borgalino
Fra il 1904 e il 1914, uno straordinario funzionario dello Stato inizierà in Sicilia, a Castelvetrano, la sua carriera nella Pubblica sicurezza: Cesare Mori. Promosso vicequestore per meriti nella lotta alla mafia e trasferito agli inizi del 1915 a Firenze, ritornò nel maggio del 1916 per la seconda volta in Sicilia: in quel mese Salvatore Agliata cadeva nelle mani delle forze di polizia, mentre il suo socio Grisafi organizzò una nuova banda. Gallo, conosciuto per le sue efferatezze, batteva la campagna da diversi anni praticando l'abigeato e l'estorsione, uccidendo e facendo scempio dei cadaveri, trescando con la mafia. A trentotto anni il temerario bandito terminava la sua carriera criminale con numerose condanne per iniziare la vita di ergastolano nelle dure carceri dell'Ucciardone di Palermo74 .
Mori ritornò in Sicilia nel 1920 a dirigere il servizio speciale per la repressione della delinquenza: quella secolare del brigantaggio e quella relativamente più recente della mafia. Fra i centri ad alta densità criminale c'era Canicattì: "Nel famigerato 1919 - scrive Candida -, le strade di Canicattì furono bagnate dal sangue di un impressionante numero di persone uccise a colpi di arma da fuoco o di pugnale. Quell'anno il paese registrò 109 omicidi e mezzo75…" .
Era il periodo del grande risveglio sociale e sindacale, in cui le masse contadine occupavano le terre sfidando con il coraggio del bisogno e anche degli ideali gli agrari e i mafiosi. Nello scontro caddero tanti capilega, Alfonso Canzio a Barrafranca, Giuseppe Rumore e Nicola Alongi a Prizzi, e tanti altri76 . In Parlamento l'on. Giovanni Guarino Amella, ex sindaco di Canicattì, denunciava, come in occasione della commemorazione di Nicola Alongi, il latifondismo e i latifondisti assenteisti che armavano la mano dei gabelloti e dei campieri per impedire con la violenza lo sviluppo della Sicilia. Da borghese democratico egli non accettava l'espressione borghesia mafiosa e non usò la parola mafia per indicare gli assassini di Alongi, però individuò con chiarezza nella divisione del latifondo e nello sviluppo di attività produttive la soluzione ai mali della Sicilia77 . Nella sua Canicattì i contadini occuparono il feudo di Grottarossa, ma egli, sul giornale Il Fuoco da lui diretto, dissentiva per gli esiti negativi dell'iniziativa, mentre il giornale Falce e Martello, diretto dal socialista Domenico Cigna, metteva in risalto le giuste rivendicazioni contadine78 . Chi preferiva occuparsi (in versi) della delinquenza comune, ma non della mafia agraria, era il giornale La Graccia; mentre il gen. Luigi Gangitano sul Dovere nuovo denunciava le condizioni che la favorivano: il buio della notte a causa della mancanza di luce elettrica79 . Ecco i versi eloquenti della "Graccia80"
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si celebra la festa dei birbanti,
senza chitarra, senza mandolino,
senza messe cantate né cantanti:
solo il fragore di bombe e di mitraglia
fa divertire un mondo la canaglia.
Se voi per osservare, puta caso,
di casa vostra la finestra aprite,
vi sentite sferzare il mento e il naso
dal fischio d'una palla a balistite:
così la ridda dei delinquenti
vi invita a richiudere i battenti.
Sor delegato mio, che fate voi?
Che ne dite di questo baccanale?
Che ne dite di questi nuovi eroi
Da sega-circolare e da pugnale,
che sparando di notte e in tutte l'ore
ci tolgono la pace col terrore?
73 - F. Nicotra, op. cit., p. 78.
74 - S. Lo Presti, op. cit., pp. 110-114.
75 - R. Candida, op. cit., p. 165.
76 - Sulla figura di Alongi cfr. G. C. Marino, Vita politica e martirio di Nicola Alongi contadino socialista, Novecento - Comune di Prizzi, Palermo-Prizzi, 1997; S. Vaiana, Nota critica a "Vita politica…" di G. C. Marino, 22 novembre 1997, in Biblioteca Comunale di Prizzi e in BCC.
77 - S. Vaiana, Giovanni Guarino Amella (1872-1949) , in "Canicattì nuova", a. XXVII, ni 14-19, settembre-novembre 2000.
78 - C. Firrigno, Genesi, sviluppo e tramonto di un giornale "Falce e Martello" (Canicattì, 1920-1922) , tesi di laurea, Università degli Studi di Palermo - Facoltà di Scienze Politiche, A. A. 1996-'97, passim.
79 - D. Lodato, La secolare accademia del Parnaso Canicattinese. Canicattì, gli Arcadi, il Barone, Edizioni Arti Grafiche Avanzato, Canicattì, 1998, pp. 65-67.
80 - Delinquenza, in "La Graccia", a. II, n° 5, Canicattì, 6 marzo 1921.
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